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È tempo di cinema a Berlino. Ma è soprattutto tempo dei grandi ritorni, su tutti Werner Herzog, Terrence Malick e Wim Wenders. Al regista de Il cielo sopra Berlino, il 12 febbraio, sarà consegnato l’Orso d’oro d’onore alla carriera, ennesimo riconoscimento per uno dei maggiori esponenti del Nuovo Cinema Tedesco.

Anche Herzog sarà in concorso con Queen of Desert, interpretato da Nicole Kidman e da James Franco, basato sulla vita di Gertrude Belle, una versione al femminile di Lawrence d’Arabia. Attesissimo anche Terrence Malick, che in Knight of Cups (con Christian Bale, Cate Blanchett e Natalie Portman) affronterà la ricerca esistenziale di uno schiavo del sistema hollywoodiano, tra flussi di coscienza e voci fuori campo tipici del suo stile.

In totale saranno circa 200 i film proiettati in occasione della 65° edizione della Berlinale, che si concluderà il 15 febbraio. La proiezione di apertura sarà Nobody Wants the Night di Isabel Coixet, alla sua settima apparizione al Festival, con Gabriel Byrne e il premio Oscar Juliette Binoche che si ritroverà nella Groenlandia del 1908 per inseguire il suo sogno d’amore con l’esploratore americano Robert Edwin Peary Sr, distante dal Polo Nord di sole cinque miglia.

Ma l’elenco di film interessanti è ancora lunghissimo: 45 Years (thriller-drama di Andrew Haigh con Charlotte Rampling e Tom Courtenay), Taxi dell’iraniano Jafar Panahi, Journal d’une femme de chambre di Benoit Jacquot; Victoria del tedesco Sebastian Schipper; Mr. Holmes di Bill Condon, con Ian McKellen, Laura Linney (fuori concorso); il biografico di Peter Greenway Eiseinstein in Guanajuato.

L’unico film italiano in concorso è Vergine giurata, film d’esordio della regista romana Laura Bispuri, con Alba Rohrwacher, tratto dall’omonimo romanzo di Elvira Dones, edito da Feltrinelli. Film che si incentrerà sul Kanun, una legge albanese che impone alla donna di preservare la propria verginità in cambio degli stessi diritti dell’uomo.

Tra gli altri film italiani ci saranno Torneranno i prati di Ermanno Olmi, Cloro di Lamberto Sanfelice (già selezionato al Sundance), Short Skin di Duccio Chiarini e Il gesto delle mani di Francesco Clerici.

A capo della giuria ci sarà Darren Aronofsky, mentre una proiezione sarà concessa anche all’attesissimo Cinquanta sfumature di grigio, più per una valenza mediatica che artistica.

Sarà quindi nella capitale tedesca che convergerà il cuore del cinema d’autore, tra Potsdamer Platz, il palazzo del cinema Berlinale Palast e il Sony Center di Renzo Piano.