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La classifica dei dieci “cibi spazzatura” più nocivi per l’organismo

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Con il termine junk food (in italiano “cibo spazzatura“) si intendono tutti quei prodotti alimentari ricchi di calorie, senza o con pochi principi attivi, pieni di coloranti e sostanze chimiche, di facile e veloce consumazione, spesso venduti a prezzi stracciati, in confezioni colorate e che trovate praticamente ormai ovunque.

ll termine fu coniato da Michael F. Jacobson, fondatore del Centro per le Scienze di Pubblico Interesse che, nel 1972, lo utilizzò per la prima volta per criticare il consumo spropositato della “soda” (una bevanda zuccherata) da parte degli americani.

So che vi piacciono molto questi cibi ma forse, dopo aver letto la classifica dei 10 peggiori cibi per il nostro organismo,potreste  magari diminuirne il consumo. In ordine inverso:

10) Cornetti dolci al forno e fritti:  contengono grassi trans, che abbassano il colesterolo buono ed aumentano quello cattivo, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

9) Gelato confezionato: noi italiani mangiamo a testa in media 15 kg di gelato ogni anno e, fortunatamente, per il 60%, optiamo per quello artigianale. Il vero problema sono i gelati industriali ricchi di proteine transgeniche e spesso piene di allergeni. Inoltre dal 2010 è stata messa in commercio una sostanza, la proteina ISP che serve a impedire che il gelato si sciolga facilmente, semplificandone il trasporto e il passeggio sotto il sole. I gelati industriali vengono quindi preparati mesi prima del consumo e spesso sono trasportati a lunghe distanze. Durante la fase di congelamento, si comincia a insufflare l’aria e viene fuori un prodotto soffice, leggero. Vengono poi aggiunti coloranti, stabilizzanti, aromi sintetici, additivi e acidi grassi. Insomma… meglio un vero gelato tradizionale dal momento che noi italiani abbiamo la fortuna di trovarlo!

8) Pop-corn: i sacchetti già pronti di popcorn da microonde sono trattati con molti additivi, tra cui il diacetile, aggiunto ad alcuni alimenti per conferire il gusto burroso che causa bronchiolite oltre ad essere stato classificato come cancerogeno.

7) Pizza surgelata: La farina raffinata è ricchissima di zuccheri, fortemente depauperata, ma ha il vantaggio di mantenersi a lungo. Il consumo di farina industriale è associato ad un aumento della glicemia, incremento dell’insulina e, nel tempo, all’accumulo di grassi depositati.

6) Patatine fritte: vengono fritte con olio di semi di mais, contenente alte quantità di acidi grassi. Con questo sistema di cottura, il cibo viene reso nocivo, col rischio di esporre l’organismo a malattie cardiache. Le patatine fritte precotte e surgelate contengono acrilamide, una sostanza tossica che si forma quando elementi ricchi di carboidrati raggiungono temperature elevate. Negli anni 90 si scoprì che alte dosi di questa sostanza provocavano danni al sistema nervoso, tanto che nel 94 l’Agenzia Internazionale di ricerca sul cancro la inserì tra gli agenti potenzialmente cancerogeni.

5) Patatine in busta: stessi componenti delle patatine fritte ma con livelli di acrilamide più alti.

4) Insaccati e salumi: la Scuola di Sanità pubblica di Harvard, riesaminando 20 studi pubblicati a livello mondiale, ha scoperto che 50 grammi di carne lavorata al giorno aumentano del 42% il rischio di malattie cardiache e del 19% quello di diabete di tipo 2. Due fette di pancetta al giorno aumenterebbero del 20% il rischio di sviluppare il cancro all’intestino. Meno salame e prosciutto per tutti ragazzi! (lo so che per noi italiani è difficile)

3) Wurstel: Si tratta di un sottoprodotto ottenuto dalla macellazione delle carcasse di pollo che finiscono sotto presse a bassa pressione, per poi ottenere la caratteristica poltiglia rosa. Ma da cos’altro è composto? Nitrito di sodio, un composto chimico utilizzato per sterilizzare microrganismi annidati nei cadaveri, che consente di utilizzare il prodotto il più a lungo possibile. Controindicazioni? Cancro allo stomaco o al fegato, causato dalla reazione con altri composti organici presenti nello stomaco chiamati ammine.

2) Bibite analcoliche gassate: provocano demineralizzazione ossea nel corpo, con possibile aumento delle fratture, difficoltà di assorbimento del ferro che può portare anemia. L’acido fosforico contenuto nella bevanda è un corrosivo di uso industriale impiegato come additivo, usato per pulire motori e allentare bulloni arrugginiti.

1) Bibite senza zuccheri o a basso contenuto di zuccheri: Le bevande light contengono aspartame, un dolcificante artificiale. A fine anni 90, la Fondazione europea di Oncologia e Scienze Ambientali Marazzini di Bologna, condusse un esperimento sui potenziali effetti cancerogeni del composto. Lo studio concluse che l’aspartame è un agente cancerogeno, in grado di indurre tumori maligni nei ratti, anche a dosi ammesse per l’alimentazione umana. Secondo alcune ricerche effettuate su scala mondiale, l’aspartame sembra legato a attacchi d’ansia, cecità, tumori cerebrali, perdita dell’udito, iperattività, palpitazioni cardiache, problemi riproduttivi, morbo di Lou Gehrig (più conosciuto come SLA).

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