E’ ufficiale: ChemChina ha acquisito la Pirelli. ChemChina è un insieme di società controllato dallo Stato cinese, che ha deciso di diventare scio di maggioranza di Pirelli, l’industria italiana d’eccellenza, famosa in tutto il mondo per i suoi pneumatici.

Entro il fine di questa settimana sarà ufficializzata la notizia, ma già oggi l’accordo sembra fatto. Infatti, Marco Tronchetti Provera ha affermato che l’accordo c’è, ma sarà concluso negli ultimi giorni della settimana, giusto il tempo di definire qualche punto nel contratto.

A quanto pare, i cinesi mirano a spendere un totale di oltre tre miliardi per mettere le mani sul 51% dell’azienda, portando così al ritiro del titolo dalla Borsa di Milano, dopo quasi un centinaio di anni. Il prossimo passo ora è di portare il titolo a 15 euro, per poi toglierlo da Piazza Affari, ma non per sempre. Difatti, l’intento è quello di riportare il titolo in Borsa tra qualche anno, ma solo per una parte dell’azienda. La società produce due tipi di pneumatici: un segmento si occupa di gomme per veicoli pesanti, mentre un altro si orienta più sulle moto. Il più redditizio è naturalmente quello diretto ai veicoli, ed è quello che potrebbe tornare a essere quotato.

Anche se la quota di maggioranza non sarà più italiana, la sede e la ricerca rimangono in Italia, come deciso dai partecipanti all’assemblea prima di siglare l’accordo. E’ stato poi lo stesso Tronchetti Provera a definire l’accordo una grande opportunità per la Pirelli, che rimarrà nelle sue mani fino al 2021. In tale modo, ha continuati Marco Tronchetti Provera, la Pirelli potrà continuare a svilupparsi e continuare il suo studio, trovando nuovi metodi per la produzione degli pneumatici.

Il fatto di ritirare il titolo dalla Borsa pare un atto dovuto, in quanto così potrà velocizzare le pratiche, che potrebbero impiegare mesi prima di arrivare a una conclusione. Ma non sarà di certo un fattore negativo per l’azienda, in quanto le permetterà di vedere aumentare il proprio capitale. Oltre a questo, oggi il titolo è volato, arrivando a +1.77%, a un costo per azione di 15.50 euro.

di Alessandro Bovo